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Né Giulietta né Romeo, un film a tema gay da non perdere

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Né Giulietta Né Romeo, che vede per la prima volta in regia Veronica Pivetti (di cui è anche attrice), affronta le tematiche della scoperta della propria sessualità e dell’accettazione, o non accettazione, da parte soprattutto della famiglia. Temi drammatici e complessi raccontati e alleggeriti attraverso la commedia. Rocco, sedicenne figlio di genitori separati, ha un ottimo rapporto con la madre Olga, giornalista dalla vita incasinata e dalle idee progressiste.

Più turbolento è invece il rapporto col padre Manuele, psicanalista con una vita sentimentale alquanto ricca, in altre parole, un classico sciupafemmine. Al liceo si trova a dover affrontare il bullo che lo tormente da sempre e che cova un profondo odio verso i ragazzi gay, tanto da prendere di mira il nuovo arrivato, secondo lui “frocio”. Rocco prova una forte ribellione contro queste idee omofobe e, aiutato anche dal suo idolo musicale considerato come un’icona gay e dai ripetuti fallimenti in intimità con la sua migliore amica Maria, capisce di provare attrazione per i ragazzi.

E ne ha la certezza quando si invaghisce proprio del nuovo arrivato a scuola. Dal coming out con i suoi genitori nascono tutti i suoi problemi: la madre apparentemente aperta si scopre estremamente retrograda e il padre psicanalista gli consiglia come curarsi. Rocco decide di ribellarsi e di scappare con i suoi migliori amici Maria e Mauri per andare al concerto della loro rock star preferita. In questo rocambolesco viaggio si aggiungeranno anche la madre che corre a cercarlo e la nonna Amanda, fascista fino al midollo, ma che alla confessione in lacrime del nipote risponde come tutti dovrebbero fare “Prima che fascista, sono tua nonna. E ti voglio bene.”

Tutte queste peripezie porteranno un profondo cambiamento nel ragazzo e all’accettazione della sua omosessualità da parte dei genitori. La proiezione del film è stata seguita da un’intervista via Skype (dovrebbe essere stata di persona, ma è stato impossibile a causa della vicinanza con l’epicentro dei recenti terremoti) con Veronica Pivetti e la sceneggiatrice Giovanna Gra, durante cui ci hanno spiegato la volontà di voler affrontare un problema molto attuale nel nostro paese: la -non- accettazione dell’omosessualità dei figli all’interno della famiglia, che magari finché capita agli altri va tutto bene, ma in casa propria non sia mai.

Per farlo hanno caratterizzato i personaggi in modo, a mio parere molto azzeccato, molto diverso, a seconda della loro età: genitori molto rigidi e stereotipati e ragazzi, al contrario, molto più aperti. Questo a dimostrazione di come, al giorno d’oggi, i “grandi” guardino ancora molto con i paraocchi, mentre i giovani sono spesso in grado di ragionare con la mente più aperta. Finalmente uno dei pochi film a tema che non finisce in tragedia, ma che, anzi, regala spesso risate, soprattutto quando entrano in gioco l’esuberante Maria e l’esilarante nonna Amanda, e fa riflettere senza risultare pesante.

SoleLuna

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