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Difficoltà lavorative per la comunità LGBT+ lo conferma l’OCSE

Difficoltà lavorative per la comunità LGBT+ lo conferma l’OCSE

Meritocrazia, esperienza o qualità non sono più fattori da tenere di conto se al colloquio lavorativo ci si dichiara apertamente omosessuali. A rivelarlo è stato un rapporto OCSE, che si è focalizzato non solo sul grado di accettazione della comunità LGBT in vari Paesi del mondo (l’Italia si classifica penosamente sotto lo standard prestabilito, con ben due punti in meno rispetto alla media); i dati hanno evidenziato anche un tarlo nel settore lavorativo. Solo il 37% degli italiani accetterebbe una persona trans ai vertici elitari, o anche solo come collega di lavoro o addirittura come parente.

L’OCSE conferma che i dipendenti LGBT sono svantaggiati in quanto a reddito e status occupazionale. Una persona etero partirà avvantaggiata rispetto ad una persona omosessuale, malgrado la medesima presentazione.

Da un ulteriore sondaggio si è poi sottolineata la disparità fra impiegati dichiarati e impiegati non dichiarati. Il48% delle persone non si sente a suo agio nel fare coming-out in ufficio,e questo penalizza anche le loro prestazioni. È infatti stato reso noto, in seno alla medesima inchiesta, che il personale dichiarato vanta un rendimento superiore.

Nel 2018 anche Vodafoneaveva indagato questo campo, rendendo noto che il 58% della media non desiderava fare coming-out sul lavoro.E che ben il 60% temesse discriminazioni.

L’OCSE ha poi suggerito dei modelli ipotetici per abbreviare il divario odierno. Partendo da sondaggi continuativi, volti a sondare i disagi della comunità LGBT in ambito professionale. In più, sarebbe opportuno diffondere le statistiche a livello nazionale, così da non tacere su un evidente problema collettivo. Un’altra idea avanzata dall’OCSE, un po’ più audace, sarebbe quella di varare una legge in piena regola che sanzioni qualsivoglia discriminazione omofobo (in realtà l’Italia si annovera nei paesi legalmente esenti da discriminazione omofoba in ambito di assunzione, ma poi le cose non vanno sempre come dovrebbero) conferendo finalmente alle parole il giusto peso che meritano. Ultima ma non ultima proposta è quella di ampliare lo spazio informativo affinché i pregiudizi diventino un lontano ricordo.

-RedSara

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