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Bolzano: esclusa dalla festa aziendale perché lesbica, la ragazza denuncia l’accaduto

Denuncia l’azienda perchè le vietano di dire che ha una compagna e lei li denuncia.

Proprio il giorno dopo la giornata mondiale contro l’omofobia eccomi qui a raccontarvi di un episodio spiacevole e che ha visto protagonista una giovane ragazza che vive e lavora a Bolzano. I fatti sono accaduti nel dicembre del 2016 ma sono stati denunciati solo il 16 Maggio dalla consigliera Michela Morandini, che raccoglie le denunce e dichiara che nel 2016 al suo ufficio sono arrivate 2068 segnalazione di persone che si sentono discriminate sul posto di lavoro, di queste sei riguardavano l’orientamento sessuale.

La giovane ventunenne, vittima dell’atto di omofobia, ha contattato la consigliera e ha spiegato la situazione :”Secondo lei il mio datore di lavoro può vietarmi di dire che io ho una compagna, in quanto a suo dire sporcherei l’immagine dell’azienda molto nota e radicata in Alto Adige? Per questo motivo alla festa aziendale di Natale con inviti estesi alle famiglie, la mia compagna non è stata invitata.”

In Alto Adige si respira un clima ostile nei confronti dei gay, tant’è che il sindaco di Laives, Christian Bianchi è stato ripreso nel giorno della festa del papà per il post condiviso sui social dove si augura che questa festa non diventi una festa per genitore uno e genitore due.

«Sinceramente – ha commentato Damiano Cosma Folchini, 21 anni di Laives, studente di Scienze della formazione che vuole fare l’ insegnante nelle scuole elementari – non mi aspettavo un’affermazione simile, visto che un sindaco dovrebbe accogliere tutti. Anche chi come me sogna di avere un giorno una famiglia assieme a Matteo, il mio compagno: mi piacerebbe avere due bambini, un maschio e una femmina»

Immediata la replica di Bianchi: «Per quanto riguarda il post in occasione della Festa del papà, credo sia un mio diritto ribadire ciò che penso: ovvero che sono assolutamente contrario a concedere alle coppie omosessuali e lesbiche di avere figli. Per quanto riguarda il patrocinio alla manifestazione, non l’abbiamo dato per il semplice fatto che il nostro regolamento non prevede di concederlo ad associazioni che abbiano la sede in altri comuni e che, come in questo caso, la manifestazione non la facciano neppure da noi. Non c’è dunque alcuna volontà di discriminare»

Insomma, benvenuti nel medio evo  Trentino.

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