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Mario Adinolfi: attaccare il mondo LGBT per emergere?

Personaggio inutile quasi quanto quello che dice, oggi parliamo di Mario Adinolfi.

Un articolo diverso dal solito quello che faccio oggi, anche perchè mi ero promessa di non scrivere mai nulla su questo pagliaccio, mi ero promessa di non spendere minuti preziosi della mia vita per parlare di una persona che non deve assolutamente ritrovarsi sotto i riflettori.

Ma mi è capitato di leggere di utenti che non sanno chi sia quest’uomo di cui tanto si parla in Italia e allora ho deciso di spenderli questi  cinque (o qualcuno di più) minuti per scrivere questo articolo.

Mario Adinolfi è un politico, fondatore del partito Il popolo della famiglia e candidato a sindaco di Ventotene. Nel mondo LGBT è conosciuto per aver più volte espresso opinioni omofobe. Ecco alcune delle sue uscite infelici :

  1. Ha attaccato Alfonso Signorini descrivendolo “frocetto” e scatenando l’ira del popolo LGBT.
  2. Ha detto dei transessuali: ” non sono donne all’ennesima potenza bensì moderni ircocervi, uomini con finte tette di silicone che fanno solo tristezza
  3. Ha attaccato il film Kung Fu Panda 3 in quanto secondo lui esso incentiverebbe il genderismo, queste le sue parole: “Ha due papà: così si fa il lavaggio del cervello gender ai bambini“.
  4. Nel luglio 2013 ha inoltre dichiarato “Avrei voluto essere il ribelle di una società bigotta, ma in una società di troie e rottinculo l’unica ribellione possibile è essere bigotti

Queste solo alcune delle cose che il buon caro Mariuccio ha detto contro il mondo LGBT, ma ci sarebbe anche da ricordare la sua uscita infelice sul Festival di Sanremo quando disse :”Al Festival troppi gay. Chi è il burattinaio di tutto questo? Non lo so. Sicuramente nel mondo dello spettacolo c’è una lobby Lgbt che governa queste cose, riuscendo a imporre determinati ospiti, i quali vogliono imporre stili di vita estremamente pericolosi, perché portatrici di una visione antropologica che trasforma le persone in cose. Sono gli stessi che l’anno scorso hanno imposto il nastrino arcobaleno per tutta la durata del Festival

Nel 2016 decide di disattivare il suo profilo Facebook a causa delle molte segnalazioni fatte dagli utenti che hanno portato al blocco, ma non al ban, del suo profilo per molto tempo. Le segnalazioni iniziarono dopo l’attentato ad Orlando dove morirono 49 persone della comunità LGBT, fu proprio in quell’occasione che Adinolfi tirò fuori tutta l’ipocrisia che lo contraddistingue. Infatti dopo la sparatoria tramite un tweet dove si rammaricava per la perdita di vittime innocenti gli utenti del social network fecero notare l’ennesima incoerenza quando dopo l’approvazione della legge Cirinnà l’uomo aveva invitato a “prendere i fucili” sempre tramite un tweet.

Prima di tutti questi attacchi agli omosessuali molti di noi non sapevano neanche chi fosse Mario Adinolfi, allora la mia domanda sorge spontanea: ha forse deciso di attaccare una granda comunità, quella LGBT, solo per rimanere a galla e far parlare di sè? Sapete il detto, nel bene o nel male purchè se ne parli, non riesco a spiegarmi perchè così tanto accanimento, i suoi post ogni volta sembrano sempre delle provocazioni belle e buone, che abbia trovato il modo per restare a galla in un’Italia che non avrebbe avuto posto per un personaggio così inutile?!

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