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The Fosters chiude i battenti, addio alla prima serie dedicata ad una famiglia arcobaleno

Ci eravamo tanto affezionate a questa bellissima famiglia e adesso dovremo dirgli addio per sempre.

 

«Sei circondata dall’amore e sei voluta / quindi non sentirti mai sola / tu sei a casa con me / nel luogo in cui appartieni». Questo recita “Where you belong” di Kari Kimmel, sigla iniziale della serie televisiva statunitense, The Fosters. Mai proposta in Italia, The Fosters ha raccontato l’amore vissuto all’interno di un nucleo famigliare multietnico e misto, capitanato da una coppia lesbica.

Una cosa mai vista prima, come affermano gli stessi creatori, apertamente omosessuali, Bradley Bredeweg e Peter Paige:

«Ci siamo resi conto che esisteva una sorta di vuoto quando si trattava di storie di donne che crescevano famiglie, quindi siamo partiti in quella direzione. Le loro amiche sono mamme, che crescono bambini biologici. All’improvviso ci siamo resi conto di avere una storia che non era mai stata raccontata in televisione prima d’ora».

La prima stagione, forse per la diversità del suo racconto, ebbe recensioni generalmente favorevoli da parte della critica, soprattutto per la rappresentazione dei temi LGBT. Ma, come per i protagonisti della serie, sempre in eterna lotta, anche la serie tv stessa non ha avuto vita semplice. Infatti, nonostante il favore della critica, The Fosters è stata più volte travolta da furiose polemiche. L’8 ottobre 2012, più di sette mesi prima del debutto in serie, l’associazione One Million Moms ha accusato The Fosters di rappresentare un modello negativo per i giovani, dichiarando:

<< Mentre l’affidamento e l’adozione sono cose meravigliose e la Bibbia ci insegna ad aiutare gli orfani, questo programma sta tentando di ridefinire il matrimonio, avendo due mamme che allevano questi bambini insieme.>>

Io ho seguito tutte le cinque stagioni andate in onda fino ad oggi (siamo in attesa dell’uscita della 5B, in programma per il 10 gennaio). Con molta delicatezza si trattano temi sensibili e di portata mondiale: non si parla solo di omosessualità, ma del bisogno di essere accettati per quello che si è, di non essere etichettati come “diversi” dalla società solo per il fatto di essere omosessuali, orfani, poveri, provenienti da famiglie disagiate, neri, immigrati, ispanici.

Si tratta il tema dell’affidamento, la violenza domestica, la prostituzione, l’impossibilità di vivere il proprio amore senza sfociare nello “scandalo”, gli affetti, l’istruzione e la droga. Si parla di questi temi in maniera semplice e naturale, adattando il tutto al contesto adolescenziale e riuscendo a catturare l’attenzione di chi dietro lo schermo sta solo guardando un episodio, con la speranza che le nuove generazioni possano essere più illuminate su questi temi e che un domani possano non esistere più differenze sociali, religiose, etniche e soprattutto sessuali. Non è una famiglia perfetta, non è una famiglia del “Mulino Bianco”, ma una famiglia normale, con i suoi problemi e i suoi difetti. I figli crescono, sono ragazzi che arrivano da situazioni complicate, vittime di diverse violenze, e, nonostante l’amore incondizionato delle due mamme, continuano a subire violenze.

 La morale, in The Fosters, è che la normalità non esiste. Nonostante tutto, The Fosters non è riuscito a vincere del tutto la sua battaglia. Dopo gli episodi finali della quinta stagione, la serie tornerà quest’estate con uno speciale conclusivo in tre puntate, che faranno da introduzione allo spin-off. Non ci sarà pertanto una sesta stagione, ma una serie nuova incentrata sui personaggi di Callie (Maia Mitchell) e Mariana (Cierra Ramirez), due dei figli adottivi della coppia.
Come affermano i creatori:
«Ora che i ragazzi stanno crescendo, è tempo di portarli fuori nel mondo, di vederli farsi strada verso l’età adulta, continuando la loro ricerca d’identità e amore, e il perseguimento dei loro sogni e aspirazioni in questo mondo in continua evoluzione».
Siete d’accordo con questa scelta o avreste preferito un futuro diverso per The Fosters? Secondo voi la scelta dell’interruzione della serie è stata casuale o dettata da nuove accuse?
Erika Scheggia.
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