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Silvana De Mari: condannata la dottoressa anti-gay

Silvana De Mari: condannata la dottoressa anti-gay

Avevamo conosciuto Silvana De Mari sulle pagine di questo blog come la dottoressa che avrebbe chiesto a Luca Trapanese la redenzione sposando una donna e dando una madre alla piccola Alba.

Si è tornato a parlare di lei nei giorni scorsi in quanto è stata emessa la sentenza da parte del tribunale di Torino che ha condannato la dottoressa al pagamento di una multa di 1500€ per avere offeso la comunità LGBT con le sue parole rivolte contro le associazioni per i diritti degli omosessuali. La dottoressa dovrà inoltre pagare una provvisionale di 2.500 euro al Coordinamento Torino Pride e alla Rete Lenford, che si erano costituite parte civile al processo. Le motivazioni del tribunale di Torino saranno disponibili tra trenta giorni.

Lei ritiene, da interviste tenute, che il movimento LGBT è un movimento politico e che come tale, lei sia liberissima di attaccarlo e di manifestare il proprio pensiero, dato che è il suo dovere di medico quello di lanciare l’allarme sanitario. Il suo post sulla sua pagina Facebook in merito a questa sentenza è stato cancellato. La dottoressa ricorrerà in appello, ma intanto ci godiamo la prima vittoria storica, in quanto è la prima volta in Italia che viene riconosciuto il reato di diffamazione nei confronti della comunità LGBT.

Le dichiarazioni contro l’omosessualità pronunciate più volte dalla dottoressa sono sempre relative al fatto che l’omosessualità sia contro natura: in varie trasmissioni la dottoressa si è espressa in tal senso: in TV su LA7 nella trasmissione 8 e mezzo; nella trasmissione radiofonica La Zanzara, sostenendo che “i rapporti omosessuali sono una violenza fisica di iniziazione al satanismo”. Sempre nel suo blog ha sostenuto che “se si stabilisce che l’omosessualità non è un disordine, allora anche la pedofilia lo può essere altrettanto”.

Non è la prima volta che la dottoressa associa l’omosessualità con la pedofilia. Intanto il prossimo 21 marzo il Circolo Mario Mieli di Roma porterà nuovamente in tribunale la dottoressa per lo stesso tipo di reato.

Auspichiamo che al più presto venga proposta ed approvata in Italia una legge contro l’omofobia.

 

Zia Ile

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