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Rain Dove :”L’identità di genere non esiste, è una costruzione sociale entro la quale non ci si deve…”

«Tutti ci impegniamo per essere speciali, ma la cosa più speciale che si può fare è essere sé stessi. L’identità di genere non esiste, è una costruzione sociale entro la quale non ci si deve rinchiudere»

 

Uomo o donna?

Sfido chiunque a non porsi questa domanda di fronte a Rain Dove, la splendida modella ventisettenne americana dai lineamenti somatici androgini, tali da poter sembrare anche un bellissimo ragazzo.

Un’ icona per i diritti LGBT (facente parte della comunità stessa), tanto da sfidare apertamente gli stereotipi di genere, conquistare sia la copertina del “gay time magazine” che quella del “diva magazine” e sfilando per marchi sia maschili che femminili.

Cresciuta nel Vermont, ha dichiarato più volte che da adolescente si sentiva solo una “brutta ragazza”, mentre ora si definisce una “gender capitalist”, preoccupata di rappresentare “l’umano” nella moda, nei film e negli attivismi.

Sul suo profilo instagram (https://www.instagram.com/raindovemodel)  viene spesso ritratta in composizioni fotografiche sia in versione maschile che femminile, accompagnate da una dettagliata descrizione delle varie differenze esistenti tra uomo e donna: una sorta di “men vs women” per sensibilizzare le persone su questo delicato argomento.

 

Rain non aveva lavoro, soldi, una casa e viveva di nascosto dentro la palestra in cui lavorava, sperando di non essere scoperta. Prima di quel momento aveva lavorato soprattutto vestendo i panni di un uomo, «perché avevo capito che in quel modo avrei potuto guadagnare più soldi. Ed è stato bello essere un uomo bianco in America. Col tempo ho preferito fare cose più adatte alle donne e ho sempre usato il bagno dove c’era la fila più corta».

Ora volto per la campagna pubblicitaria della “Dove”, ma la prima volta che si è presentata a un provino, è stato dopo aver perso una scommessa su una partita a calcio con un’amica. «Quando sono arrivata intorno a me c’erano solo uomini, era per una pubblicità di abbigliamento intimo. Ho pensato che fosse comunque una situazione divertente, ho fatto il provino e sono stata scelta».

Così è iniziata la sua inaspettata carriera nel mondo della moda, che l’ha portata a partecipare alla sua prima New York Fashion Week e ad apparire su prestigiose riviste come Vogue, W, Elle e Marie Clair.

Oggi Rain si batte affinché gli stereotipi di genere vengano superati, soprattutto nel mondo della moda. «Credo che ognuno di noi sia androgino a suo modo ma gli esseri umani hanno creato i generi. Agli stilisti e ai pubblicitari piace il mio seno, la linea del mio corpo, le mie gambe lunghe e il mio collo. Ma poi storcono il naso quando guardano il mio viso».

 

E voi cosa ne pensate? Secondo voi l’identità di genere esiste o è solo un confine impostoci dalla società?

 

-Kla Canepari

 

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